giovedì 30 ottobre 2008

Gorno 1 (uno). Ancora pre-produzione


L'appuntamento era alle due.
Federico e Paolo arrivano con un pò di ritardo per via di uno spiacevole contrattempo. Federico ha perso le chiavi di macchina, scooter, casa e chiavetta USB, tutte insieme. Roba da far incupire chiunque, anche il più solare degli ottimisti. Quando arriva in studio si siede sconsolato sul divano di pelle nera. Purtroppo c'è poco da dire, se non le solite banali rassicurazioni del tipo "vedrai che qualcuno le ha trovate e te le restituirà". Come si può immaginare, oggi il mood del nostro drummer non è dei migliori. Forse si sfogherà sui tom. Potrebbe saltare il compromesso sul volume raggiunto ieri.
Ma, come dire, "session must go on".
Incominciamo da dove avevamo lasciato. Proviamo di nuovo "Dare Fuoco Amore" usando gli stick. Ci accorgiamo che l'idea è buona e che il pezzo funziona. E' intimo, cupo ed originale. In poche parole, ci piace.
Passiamo piuttosto velocemente a "Il giorno del tuo compleanno". E' il pezzo più cattivo che andrà nel disco. Andrea scorda in re. Gianluca pure. Il riff di chitarra è potentissimo. Oggi Federico ha un motivo in più per picchiare. E si sente. Paolo lascerebbe il pezzo così com'è. Noi pure.
Andiamo avanti con "Realix". Ok il tema di moog all'inizio. Frank decide che sul cantato è meglio "asciugare" la parte. Nico e Paolo condividono. Paolo dice che il bridge deve essere dimezzato. I Sun dimezzano. Dimezziamo anche le casse nel primo ritornello. L'ultimo ritornello però può essere più lungo. Lo raddoppiamo.
Passiamo a "un posto in cui giocare". Secondo Nico il beat va aumentato. Il pezzo incomincia con voce e batteria. Poi entrano basso e sinth insieme. Il ritornello è cattivo. Ci soffermiamo un pò sul finale. Paolo dice che bisogna crescere da quando la voce canta "come un sole disoneto...". Per la figura ritmica ha in mente un pezzo dei Deus. Alla fine è un delirio di chitarre. Quella di Andrea piange.
Poi arriva "Lu". E' il pezzo più difficile del disco. E' uno di quei pezzi lenti da cui ti puoi aspettare di tutto. Una scommessa. Potrebbe diventare il migliore dell'album oppure un flop pazzesco. Sta in una zona di confine tra il "quasi-struggente" (che in sé va bene) ed "il troppo-struggente" (che è un irreparabile disatstro). Insomma, è una questione di misura. Bisogna lavorarci bene. Ma Paolo questo lo sa.
Dopo Lu tocca a "Bocca". Nico dice che alla fine non si chiamerà così. Però per ora va bene Bocca.
Paolo ha fatto un pò di editing sul provino. Ha tagliato l'intro. Andrea si entusiasma. Si prova e via. Tutto ok la struttura è quella. Dobbiamo stare un pò più attaccati nei "fossi" del ritornello.
Sono le sette e Federico, oltre ad essere a pezzi, deve anche tornare a casa, trovare le chiavi di riserva, ed andare al parcheggio dell'iper coop a riprendersi la macchina. Paolo, che è un pò sovietico in fatto di perseveranza ed impegno nel lavoro, dice che bisogna andare avanti e suonare almeno un altro pezzo. Federico gli ricorda che alle 8,30 c'è la Roma e che dovranno guardarla insieme davanti ad una buona birra. Al cospetto della Roma e della birra, Paolo cede.

Allora ci limitiamo ad ascoltare "Venite a prendermi". Dovrebbe essere il pezzo che chiude il disco. E' una ballata. A Paolo piace molto la voce satura della strofa. Lui cambierebbe un pò la struttura. Ma si può fare anche in fase di registrazione, è easy. Ci annotiamo che il ritornello deve "aprire" da pazzi.
Poi c'è la questione "non resto qui". Abbiamo già girato un video e ceduto le edizioni a Warner, quindi il pezzo verrà ri-registrato con la struttura attuale. Siamo tutti d'accordo.
Sono quindi dieci i pezzi che andranno nel disco. Il secondo giorno è andato, domani registreremo le tracce guida.

Prima di andare via Nico scherza con Paolo e Federico (romanisti fino all'osso). Dice che la Roma ormai è una squadra "materasso". La débacle è dietro l'angolo. Male che va, gli resterà la birra...

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