martedì 2 dicembre 2008

Non Lo So. Un pomeriggio Di Felice.

Sabato 22 novembre niente registrazioni.
Ci siamo messi giacca e camicia e ci siamo fatti belli come per le grandi occasioni.
Alle librerie Edison di Pescara c'è la conferenza stampa di presentazione del film "Non Lo So"dei Fratelli Di Felice. Come qualcuno saprà, la colonna sonora del film è tutta Sunflower: l'intero album invisible + un inedito (erase) + musiche originali scritte da Frank e Andrea. Inoltre, nei contenuti extra del dvd c'è il video di "non resto qui" brano che anticipa l'uscita del nostro nuovo disco.
Ca va sans dire, non potevamo assolutamente mancare.
Seduti davanti ad un microfono, Alessandro Di Felice, Gianluca Arcopinto (produttore del film), Cristiano Di Felice, Giampiero Mancini (attore).
Le librerie sono stracolme. Arcopinto prende per primo la parola. Si dice stupito nel vedere così tanta gente lì raccolta. Poi racconta lo strano modo in cui ha conosciuto Alessandro e Cristiano. Dice che un giorno ha ricevuto una lettera piena di insulti. Era il biglietto da visita di Alessandro. Una lettera provocatoria ed incazzata nella quale il nostro sceneggiatore si lamentava per la situazione pietosa in cui versa il cinema indipendente italiano. Si lamentava perché lui ed il fratello avevano fatto un gran lavoro di cui, però, sembrava non interessare niente a nessuno. Chiaramente era una provocazione. Accusare Gianluca Arcopinto della decadenza del cinema italiano è un po' come sparare sulla croce rossa. Arcopinto, infatti, come molti sanno, è un guru del cinema indipendente di casa nostra. E' uno dei pochi produttori che va alla ricerca di registi talentuosi e che li aiuta ad emergere, tirandoli fuori dall'anonimato in cui si trovano. Insomma, è uno che va alla ricerca delle cose belle. L'uomo giusto per chi ha talento da vendere.
Dopo aver ricevuto la lettera, Arcopinto decide di raccogliere la provocazione e di partire per Cerratina. Negli studi della Rofilm, si siede e guarda Non Lo So. E' così che scopre il mondo dei Fratelli Di Felice. Da quel momento in poi succedono parecchie cose. Grandi cose. Fino ad arrivare ad oggi, alle librerie Edison, prima tappa di un percorso di presentazione del dvd che Lunedì passerà anche per L'Aquila e Roma. Wow...
Ad un certo punto Cristiano prende la parola. E' visibilmente emozionato, racconta del film e delle difficoltà che ha incontrato per portare a termine il suo progetto. Parla del sacrificio e della dedizione che ci vuole per fare cinema,
self made. Poi interviene Alessandro che lo interrompe con una delle sue solite gag improvvisate. La gente ride. L'atmosfera si fa più distesa ed il ghiaccio si rompe. I due sono ormai a proprio agio. Chi li conosce sa che quando è così, non li ferma più nessuno. Ed infatti, tutto fila liscio come l'olio. Rispondono a tutte le domande dei giornalisti. La loro prima conferenza stampa è un successo.
Ad un certo punto Cristiano parla dei Sunflower. Dice che la nostra musica ha ispirato gran parte delle scene del film. Noi siamo ovviamente lusingati. Nel finale, prima dei saluti, un altro gradito omaggio. Viene proiettato il video di "Non resto qui". La gente applaude. Anche noi applaudiamo. Grandissimi Di Felice. Mai break dalle registrazioni fu più gradito.
Thanks

lunedì 24 novembre 2008

Il basso. Giorno 30.




Tutto procede per il meglio.
Ormai siamo al trentesimo giorno di registrazioni ed abbiamo appena terminato le takes di basso. Siamo più che soddisfatti del lavoro di Gianluca che in pochi giorni ha completato la sua sessione. Preciso e potente nello stesso tempo, con indosso i suoi occhiali alla Allen ha ultimato il suo lavoro senza grandi sforzi. Nelle pause ha fumato, insieme a Paolo, puzzolenti sigari tedeschi bagnati al cognac. Grande Jean!
Per i più curiosi l'elenco dei bassi usati nei vari pezzi.
Dare Fuoco Amore - ripper
Ananoia - thunderbird
Il giorno del tuo compleanno - thunderbird
Il genio che verrà -ripper
Lu - Ripper
Bocca - Fender Jazz
Sole - Fender Jazz
Non resto qui - Ripper
Realix- thunderbird
Venite a prendermi - ripper
Pedali Electro Voice e Boss. Testata Ampeg SVT Classic 4x10. Sulla cassa microfono sm 57. Abbiamo deciso di prendere anche la linea (uscita DI dell'Ampeg) per poter lavorare eventualmente sul suono flat. Comunque, il suono vintage del ripper classe 1980 farà da padrone nel disco dei Sun.
Con l'aggiunta del basso, il nostro palazzo adesso ha mura e pavimento solidi. Prossimo step, le chitarre. Attesissime. Come i regali di natale. Come i mobili di una casa nuova. Arrederanno le nostre stanze riempendole di suoni e colori. Stay tuned...




lunedì 17 novembre 2008

Più o meno giorno 20 (venti)

Batterie finite. Le fondamenta del nostro palazzo sono ultimate. Dieci pezzi. Dieci piani su cui saliranno uno alla volta bassi, chitarre, pianoforte, moog, rhodes e alla fine le voci. Federico, beato lui, è ormai in congedo. Si è ripreso le bacchette e ci ha salutato. Ha detto che non ci vuole vedere per almeno una settimana... scherzava. Infatti, poco dopo aver finito è tornato in zona. Per festeggiare, si è regalato, insieme a Paolo ed Andrea, un venerdì da ingordi alla festa del vino di San Valentino. Andrea racconta di non ricordare nulla. Prevedibile. Per sapere qualcosa di più bisognerà interrogare lo stesso Federico che, però, oggi non si è visto in studio. Nico venerdì ha bypassato la sbronza per impegni sopravvenuti. Frank pure. Gianlu faceva il dj. Nico, Frank e Gianlu hanno recuperato sabato. Anche troppo. Insomma, un week-end dedicato al vino novello. Ci voleva. Come tutti sanno, Sunflower loves red wine. A proposito, Lunedì si comincia col basso...


sabato 8 novembre 2008

Sabato. Dopo qualche giorno

Abbiamo staccato per qualche giorno dal blog.
Nello scusarci per l'assenza, vi facciamo un riassunto veloce di quello che è accaduto.
Siamo arrivati a buon punto con le batterie, sei su dieci. Federico, si sa, è un metronomo e l'esecuzione di ogni brano è a dir poco perfetta. E' un treno che passa veloce, pesante e rumoroso, proprio come piace a noi. Nonostante questo le registrazioni richiedono più tempo del previsto perchè Paolo vuole sei o sette takes dello stesso brano, tutte perfette ed utilizzabili.
Per ogni pezzo registrato abbiamo cambiato il suono di rullante, piatti e cassa per dare carattere ai brani fin dal loro scheletro, la parte ritmica. Paolo ha le idee molto chiare riguardo ai singoli pezzi. Seguendo le sue indicazioni, come folli alchimisti ottocenteschi siamo andati alla ricerca della formula magica per forgiare l'oro. Abbiamo spostato microfoni, cambiato ambienti, riempito e svuotato casse, appeso microfoni a chilometri d'altezza, scordato rullanti, stretto e ristretto mille volte le cordiere, rotto le bacchette, sostituito le bacchette, ricomprato le bacchette, cambiato le pelli, riavvolto bobine (con Lu abbiamo sperimentato a mezzo Studer). Poi abbiamo riso e bestemmiato centinaia di volte, abbiamo dato la caccia a rumori dalla provenienza oscura, piccoli elementi sabotatori nascosti a volte nel cigolio di un sellino da batteria, a volte in chissà quale contenitore di bacchette o tamburi. Come veri investigatori del suono, abbiamo scovato tutti i possibili clip di questo mondo e li abbiamo messi a tacere. Per sempre.
Insomma abbiamo fatto queste e cento altre cose. Tutte follie che chi non registra dischi, semplicemente non può capire.
Poi a fine serata, come si addice agli esseri umani, siamo tornati a casa, a pezzi e con il cervello fritto. Abbiamo scoperto, però, che uno di noi è un pò meno umano degli altri, o forse ha un cervello che non frigge mai. Paolo, una volta registrate le parti, è solito rimanere ancora in studio, ore ed ore a selezionare quelle che secondo lui sono le takes migliori e che meritano di finire sul prodotto finito. Insomma, un lavoraccio, davvero... Grazie Paolo per la tua professionalità, siamo sicuri che alla fine uscirà un gran bel disco. Tanto di Chapeau

giovedì 6 novembre 2008

lunedì 3 novembre 2008

Giorno 6 (sei). Un lunedì di attesa

Si sa, il lunedì è noia.
Niente registrazioni oggi. Tutto è rimandato a domani.
Come nei lavori seri, domani si comincerà presto, di mattina. Giusto il tempo di stropicciarsi gli occhi e Federico darà il primo colpo dell'album, the first take. La colazione gli verrà servita su piatti dorati. Prevalentemente, Zildian.
La batteria, come per le grandi occasioni, si rivestirà con pelli nuove. Resterà lì per una buona settimana, ansiosa e felice di farsi picchiare. A riprendere il tutto, una decina di testimoni. Microfoni sparsi ovunque, pronti a dirci tutta la verità. Il suono della batteria, per ovvie ragioni, è fondamentale... Giornata "clou" domani.

domenica 2 novembre 2008

Giorno 5 (cinque). Tecnica 1, la batteria.

Oggi è Domenica. A differenza di quanto detto ieri abbiamo deciso di riposarci un pò. Le guide sono ultimate, le strutture definite. Ormai è tutto pronto per le prime takes di batteria ed un giorno di riposo non può che giovare a tutti noi.
Per registrare questo disco ci siamo recati presso lo studio Twelve Records di Tocco da Casauria. Lo studio non si trova proprio in paese bensì a ridosso della Via Tiburtina, a un paio di chilometri dall'uscita dell'autostrada A24 Torre Dè Passeri.

Il cuore del sistema è un vecchio (i più alla moda direbbero "vintage") banco MBI Series 24 risalente alla fine degli anni 70 perfettamente funzionante e revisionato in ogni sua parte proveniente dagli studi audio della BBC di Glasgow. Per chi è esperto in materia è inutile dire quale suono si riesce ad ottenere da una macchina del genere.





Il banco è interfacciato con un sistema Protools, standard ormai diffuso nella quasi totalità degli studi di registrazione. Il sample rate scelto è il 96 Khz, completamente invasati a detta del buon Paolo.. ma Andrea ha deciso, è testardo lui.

Per ascoltare disponiamo di tre diverse soluzioni, ovviamente tutte gestibili dal banco anche in contemporanea: una coppia di Genelec 1029, una coppia di Genelec 1030 e una coppia di bellissimi big monitor Rogers Ls 5/8 pilotati da una coppia di Quad 405. Anche le Rogers hanno quasi trentanni ma compiono il loro lavoro come poche. Per gli audiofili più curiosi postiamo questo interessante link (http://www.mhennessy3.f9.co.uk) per capire di cosa si parla.

Riguardo agli outboard abbiamo deciso di non utilizzare le macchine a nostra disposizione bensì di registrare tutto flat. Abbiamo già un'ottima preamplificazione dal banco e semmai dovessero servire le utilizzeremo in fase di missaggio evitando magari qualche plug.

Riguardo i microfoni sulla batteria stiamo utilizzando:
  • Neumann TLM 193, sulla cassa, a circa un metro dalla pelle risonante. E' lui che farà gran parte del lavoro sulla batteria. Su pezzi ariosi, tipo "Lu" forse farà tutto da solo o magari , al massimo, con un altro paio di "colleghi".
  • Sennheiser MD 421 sempre sulla cassa, a 10 cm dalla pelle battente, vicino al pedale per intenderci. Funziona alla grande.
  • Shure SM 57, classico, sul rullante, sopra.
  • Electrovoice Cardinal, bellissimo, sotto il rullante.
  • Sennheiser MD 421 sul tom.
  • Sennheiser MD 421 sul timpano.
  • Marshall 105 stereo per gli over a un paio di metri dal piatto posizionato più in alto
C'è da dire che la sala di ripresa è alta 5 metri quindi ci sarà un bell'ambiente naturale. Nel caso ci servisse una mano sui piatti utilizzeremo anche 2 CAD GLX 5500 di rinforzo e un altro Neumann (di cui adesso non ricordo la sigla) sul charlie.

In ogni modo siamo sicuri che il risultato sarà ottimo.

sabato 1 novembre 2008

Giorno 4 (quattro). Settaggi e visite.

Il tanto atteso cooper, è arrivato. Salutato con un certo entusiasmo, lui ci delude subito. Non funziona. Panico. Potrebbe essere una questione di alimentazione. Calma, allora. Incominciamo a provare a sostituire l'alimentatore, ma niente da fare. Non è quello il problema. Addio bobina, per adesso. Almeno fin quando non ci procureremo un cooper che funzioni.
L'out crea un pò di stress, visto che la giornata di oggi doveva essere dedicata proprio al settaggio dello studer. Per non rendere la sessione inutile, decidiamo di iniziare a microfonare la batteria.
Verso le quattro riceviamo una graditissima visita.
E' Cristiano Di Felice, regista del film "Non lo so" (la cui colonna sonora è tutta firmata Sunflower con il nostro primo disco invisible). Cristiano è anche il regista del videoclip di "non resto qui". Ci porta l'attesissimo dvd del film "non lo so" nei cui contenuti extra c'è, tra l'altro, anche il video di non resto qui. Siamo letteralmente entusiasti. La nostra collaborazione/gemellaggio con i fratelli Di Felice incomincia a dare i primi frutti.
Cristiano ci annuncia che il 22 novembre ci sarà la conferenza stampa per la presentazione del film alle librerie Edison di Pescara. Per quella data ci prenderemo una pausa dal disco, non possiamo mancare.
Visto che è qui con noi, parliamo con lui della nostra idea di inserire un'altra strofa in "non resto qui". Paolo ha montato una versione del brano per farci capire meglio come verrebbe. Ci risponde che non c'è nessun problema. Nico intanto firma la liberatoria per i diritti della colonna sonora. Però deve rifare la fotocopia della carta di identità. Quella che gli ha già dato è troppo scura.
Dopo averci mostrato la locandina del film, Cristiano ci saluta. Dice che non vuole disturbarci e che ci vediamo il 22 novembre.. Noi ridiamo.. Possibile che passeranno altri 21 giorni senza incontrarlo di nuovo?! Ci augura buon lavoro. Lo salutiamo e ringraziamo calorosamente. Gli diciamo che lui non ci disturba affatto. Anzi, lo preghiamo insistentemente di farci visita più spesso.
Finito di microfonare la batteria di Fede decidiamo che per oggi può bastare. Chiudiamo la baracca. E' sabato. Qualcuno dice buon week-end. Ma quale buon week-end. Domani si lavora.

Giorno 3 (tre). Ancora voce e chitarra guida

Ancora click.
Rifacciamo Lu perchè secondo Paolo è troppo lenta. Il pezzo, comunque, è un pò lungo, dura più di sei minuti. Forse faremo servirà un dimagrimento in fase di editing.
Proseguiamo velocemente con "un posto in cui giocare" e "Bocca".
Finite le tracce guida, affrontiamo la questione "non resto qui". Paolo propone di mettere un'altra strofa rispetto alla versione video-clip. Secondo lui il ritornello chiama una seconda strofa. Quel ritornello lì "supplica" una strofa. Effettivamente la struttura del pezzo è un pò sbilanciata, la strofa si sente all'inizio e poi scompare, sommersa dai ritornelli che portano fino al bridge finale. Valutiamo quali problemi potrebbero esserci con il video. In fin dei conti quasi nessuno, visto che la versione video per essere proponibile in "TV" non può comunque superare un certo minutaggio. Non sarebbe la prima volta che si avrebbero due versioni di un pezzo, una nel disco e l'altra "tagliata" per esigenze video oppure radiofoniche.
Nico si assenta per un paio d'ore. Quando torna, alle sei Paolo, Frank, ed Andrea stanno facendo alcuni settaggi. Domani dovrebbe arrivare il cooper, attrezzo malefico che consente di interfacciare pro-tools con lo studer. Ripassare i suoni in bobina sarebbe veramente una figata.
Si fanno le otto e mezza. A paolo viene in mente di mettersi a fare subito l'editing di "non resto qui". Dice agli altri che può proseguire da solo. Gli altri, anche oggi a pezzi, nell'apprezzare il rompete le righe, salutano affettuosamente. Paolo rimane in studio fino alle dieci e trenta. Federico oggi non è venuto. Ha un concerto con la cover band dei Kiss. Notte di trucco e glamour per lui...
Anche Gianlu non è in studio. Ha una serata come dj. Del resto è Halloween. Questa sera appariranno streghe e mostri. Nuoteranno dentro boccali di birra... altro che scherzetti o dolcetti.

venerdì 31 ottobre 2008

Giorno 2 (due) Tracce guida

Giornata fatta di click, chitarre e voce guida. Fuori diluvia.
Alla fine il click utilizzato è quello standard di pro-tools. Federico dice che a lui non crea nessun problema. Federico, Nico e Paolo parlano dell'opportunità di registrare almeno un pezzo in più, una riserva nel caso in cui qualche brano non ci soddisfasse. Del materiale ci sarebbe pure. La cosa però rimane in sospeso... Si vedrà, all'occorrenza.
Gianluca oggi non c'è. Ha un impegno. Non è un problema, per fare le tracce guida bastano chitarra e voce.
Andrea vuole sapere se domenica si lavora o no. Paolo è molto chiaro, si lavora tutti i giorni. Il cantiere rimarrà aperto h24, poi se qualcuno ha impegni e quel giorno la sua presenza non è richiesta beh allora...
ca va sans dire.
Alle sette e trenta abbiamo finito sette tracce.

Qualche chiacchiera e poi si decide il da farsi per domani. Il programma è questo: finire le tre tracce guida rimaste, predisporre la sala di ripresa, microfonare la batteria, fare i settaggi vari. Sabato, forse, la prima take.
Fuori continua il diluvio. Con i giubbini sulla testa fuggiamo verso le macchine. Ci vediamo domani.
A proposito, Federico ha miracolosamente ritrovato le chiavi. Che culo...

giovedì 30 ottobre 2008

Gorno 1 (uno). Ancora pre-produzione


L'appuntamento era alle due.
Federico e Paolo arrivano con un pò di ritardo per via di uno spiacevole contrattempo. Federico ha perso le chiavi di macchina, scooter, casa e chiavetta USB, tutte insieme. Roba da far incupire chiunque, anche il più solare degli ottimisti. Quando arriva in studio si siede sconsolato sul divano di pelle nera. Purtroppo c'è poco da dire, se non le solite banali rassicurazioni del tipo "vedrai che qualcuno le ha trovate e te le restituirà". Come si può immaginare, oggi il mood del nostro drummer non è dei migliori. Forse si sfogherà sui tom. Potrebbe saltare il compromesso sul volume raggiunto ieri.
Ma, come dire, "session must go on".
Incominciamo da dove avevamo lasciato. Proviamo di nuovo "Dare Fuoco Amore" usando gli stick. Ci accorgiamo che l'idea è buona e che il pezzo funziona. E' intimo, cupo ed originale. In poche parole, ci piace.
Passiamo piuttosto velocemente a "Il giorno del tuo compleanno". E' il pezzo più cattivo che andrà nel disco. Andrea scorda in re. Gianluca pure. Il riff di chitarra è potentissimo. Oggi Federico ha un motivo in più per picchiare. E si sente. Paolo lascerebbe il pezzo così com'è. Noi pure.
Andiamo avanti con "Realix". Ok il tema di moog all'inizio. Frank decide che sul cantato è meglio "asciugare" la parte. Nico e Paolo condividono. Paolo dice che il bridge deve essere dimezzato. I Sun dimezzano. Dimezziamo anche le casse nel primo ritornello. L'ultimo ritornello però può essere più lungo. Lo raddoppiamo.
Passiamo a "un posto in cui giocare". Secondo Nico il beat va aumentato. Il pezzo incomincia con voce e batteria. Poi entrano basso e sinth insieme. Il ritornello è cattivo. Ci soffermiamo un pò sul finale. Paolo dice che bisogna crescere da quando la voce canta "come un sole disoneto...". Per la figura ritmica ha in mente un pezzo dei Deus. Alla fine è un delirio di chitarre. Quella di Andrea piange.
Poi arriva "Lu". E' il pezzo più difficile del disco. E' uno di quei pezzi lenti da cui ti puoi aspettare di tutto. Una scommessa. Potrebbe diventare il migliore dell'album oppure un flop pazzesco. Sta in una zona di confine tra il "quasi-struggente" (che in sé va bene) ed "il troppo-struggente" (che è un irreparabile disatstro). Insomma, è una questione di misura. Bisogna lavorarci bene. Ma Paolo questo lo sa.
Dopo Lu tocca a "Bocca". Nico dice che alla fine non si chiamerà così. Però per ora va bene Bocca.
Paolo ha fatto un pò di editing sul provino. Ha tagliato l'intro. Andrea si entusiasma. Si prova e via. Tutto ok la struttura è quella. Dobbiamo stare un pò più attaccati nei "fossi" del ritornello.
Sono le sette e Federico, oltre ad essere a pezzi, deve anche tornare a casa, trovare le chiavi di riserva, ed andare al parcheggio dell'iper coop a riprendersi la macchina. Paolo, che è un pò sovietico in fatto di perseveranza ed impegno nel lavoro, dice che bisogna andare avanti e suonare almeno un altro pezzo. Federico gli ricorda che alle 8,30 c'è la Roma e che dovranno guardarla insieme davanti ad una buona birra. Al cospetto della Roma e della birra, Paolo cede.

Allora ci limitiamo ad ascoltare "Venite a prendermi". Dovrebbe essere il pezzo che chiude il disco. E' una ballata. A Paolo piace molto la voce satura della strofa. Lui cambierebbe un pò la struttura. Ma si può fare anche in fase di registrazione, è easy. Ci annotiamo che il ritornello deve "aprire" da pazzi.
Poi c'è la questione "non resto qui". Abbiamo già girato un video e ceduto le edizioni a Warner, quindi il pezzo verrà ri-registrato con la struttura attuale. Siamo tutti d'accordo.
Sono quindi dieci i pezzi che andranno nel disco. Il secondo giorno è andato, domani registreremo le tracce guida.

Prima di andare via Nico scherza con Paolo e Federico (romanisti fino all'osso). Dice che la Roma ormai è una squadra "materasso". La débacle è dietro l'angolo. Male che va, gli resterà la birra...

mercoledì 29 ottobre 2008

Giorno 0 (zero). Pre-produzione


Ieri, 28 Ottobre 2008, abbiamo iniziato la preproduzione del nostro nuovo album.

Questo è il diario della giornata zero. Benvenuto al lettore.

Paolo e Fede arrivano alle tre. Frank ed Andrea sono già in studio.
Quando Nico arriva vede Gianluca e Frank che parlano del più e del meno. Gianluca ha le occhiaia, eppure dice di non aver fatto il rocker la sera prima. Probabilmente, mente.
Lo studio è più accogliente del solito, pulito ed in ordine, come una casa che attende ospiti per il caffè. Attraverso il vetro della regia si vede un enorme tendone rosso con il numero 12 stampato su. E' il simbolo dello studio. I colori e l'ambiente sono quelli giusti.
Dopo aver salutato, Nico si siede sul divano di pelle nera. Ascolta Paolo ed Andrea che discutono come due invasati davanti al Mac. Si occupano di click. Stanno tentando di impostare un click diverso da quello standard di pro tools. Dicono che quel suono è snervante.
Tutti sanno quanto è importante registrare un disco riducendo al minimo lo stress. Ma alla fine dopo una mezz'ora (di stress) alla ricerca di un click diverso, come temevamo, scopriamo che il software ha solo quel click lì e che bisognerà trovare un'altra soluzione. Paolo pensa di usare una tastiera qualunque via midi. Buona idea. Vedremo. Andiamo a suonare allora.
Federico entra in sala con due bacchette sdentate. Si sdegna nel vedere che la sua batteria non è stata ancora montata e che per la pre-produzione dovrà utilizzare la batteria dello studio. Minaccia di andare via. Poi ride. Non lo fa, ovviamente.
Gianluca imbraccia il suo nuovissimo Thunderbird. E' arrivato l'altro ieri. Ultimamente esagera nel comprare bassi.
Frank si siede sul rhodes. Incomincia la solita tiritera sul volume. Sorvegliati speciali sono Andrea e lo stesso Frank. Come sempre, i due si accusano a vicenda. Paolo si siede sul divano della sala di ripresa (sempre in pelle nera ma da due posti). Ha il portatile sulle gambe e legge i suoi appunti.
Decidiamo di iniziare con "Ananoia". Dopo soli venti minuti Andrea propone una pausa sigaretta. Paolo sembra non credere alle sue orecchie, lo guarda esterrefatto. Ma sei impazzito? Gli dice.
Nico condivide. Tutti condividono. Stiamo lavorando. Nessuna pausa almeno per un'ora. Paolo suggerisce subito qualche cambio alla struttura del pezzo. Dice che il pezzo ha troppi momenti di "atmosfera" e che è meglio mettercene uno solo, magari più lungo. E' lui il produttore. E si vede. Il risultato è subito molto buono e la fiducia cresce.
Dopo Ananoia passiamo a "Il genio che non verrà". La struttura è ok. Discutiamo se inserire o meno uno "special". Alla fine decidiamo che il pezzo va bene così e che si deve soltanto aumentare un pò il beat. Ci gasiamo perchè il pezzo funziona. Sono già le sette. Facciamo la nostra prima pausa (ormai sono passate tre ore dall'inizio della session). Andrea finalmente fuma.
Poi si rientra in sala. Incominciamo a suonare "Dare Fuoco Amore". La struttura è ok così com'è. Decidiamo per un suono hammond nell'intro e chitarra acustica. A Paolo piacciono le atmosfere cupe del pezzo.
Ad Andrea non piace la figura di batteria. Ci mettiamo lì per un'ora a cercare qualcosa di diverso.
A Federico e Nico la parte piace così com'è. Alla fine decidiamo di dividere il pezzo in due momenti, il primo con gli stick, hammond e chitarra acustica, il secondo con le bacchette e chitarre elettriche.
La chitarra stile messico comunque non ci convince. Andrà ripensata.
Ormai sono le otto passate. Decidiamo che per oggi può bastare. All'uscita dallo studio troviamo la pioggia ed il freddo. Ci salutiamo.
Tutti a casa, domani si comincia un pochino prima, alle due. Entro venerdì dovremmo aver finito con la pre-produzione. Sarà lunga. Ma lo stress per ora non si vede.
Sappiamo che alla fine anche quello servirà. Servirà stancarsi per fare le cose bene. Siamo solo al giorno zero e Natale è lontano. Speriamo di regalarci un gran disco.... Speriamo.